Archivio per Marzo 2008

21
Mar
08

il vecchio (ma più giovane) Trio

Sul nostro link di Flickr, qui a fianco, potete vedere le immagini migliori (diciamo le più decenti) che furono scattate nel luglio del 2001 per la vecchia versione di Ruby Soho.

Sotto un solleone che rischiò quasi di ucciderci scattammo 4 rullini (le digitali erano ancora proibitive) in bianco e nero dei personaggi da noi interpretati:

- Cappello (Simone Sarasso)

- Frankie due Scarpe (Fabio Pastore)

- Il Regista (Stefano Boda)

L’idea era che Simone avrebbe disegnato a mano le tavole (da vero fumettaro) partendo dalle foto come spunto; per questo in alcune foto abbiamo delle posizioni assurde..:-)

Ovviamente, come sapete, le cose sono andate in modo diverso. In ogni caso potete gustarvi quel materiale.

Se poi avete presente Simone oggi, potrete notare come sia “leggermente” cambiato in questi anni..:-))))

Enjoy

20
Mar
08

rs ‘01 – pochi pro e molti contro…

Come forse avrete avuto modo di leggere, la trama di Ruby Soho versione 2001 era piuttoso confusionaria, complessa e, come dire, bucherellata qua e là…

Non vogliamo fare un elenco di tutti i difetti, riga per riga, anche perchè sarebbe tremendamente noioso per voi e deprimente per noi..:-) Preferiamo riassumere tutto in poche righe.

Innanzi tutto la “questione preliminare”. Si tratta di tutta una serie di teorie su diavolo, peccato, redenzione, aldilà, cristianesimo, Storia & storia che nellenostre menti era abbastanza chiaro, ma che purtroppo non viene mai spiegato nel corso della vicenda di ruby soho… perciò il lettore, man mano che prosegue ne capisce sempre meno.

Altro difetto: ci piaceva davvero tantissimo il montaggio “alla Tarantino”, con continui flashback e flashforward. Con gli anni abbiamo capito che troppi flashback e flashforward fanno l’effetto di una barchetta in mezzo alla tempesta: mal di testa, nausea, confusione e perdita dell’orizzonte!!!

Preoseguiamo: la contaminazione tra Storia & storia. E’ un’idea molto bella e, se ben sfruttata, cattura il lettore. Perchè questo accada sono necessarie due premesse: saper scrivere molto molto molto bene e conoscere la Storia molto molto molto bene. Noi non scriviamo male (senza falsa modestia), ma non siamo nè Genna, nè i Wu Ming, nè tanti altri maestri del genere.

Non essendo appunto nè Genna, nè i Wu Ming, e non padroneggiando la Storia, non diciamo com Eco, ma nemmeno come un professore universitario (ma comunque meglio di molti professori di liceo, diciamolo, checcazzo!), il risultato fu un pout-pourri senza capo nè coda di ebrei, cristiani, tremplari, nazisti, gangsters, era cristiana, medioevo, seconda guerra mondiale, e via incasinando…

L’intreccio: l’idea di fondo, dobbiamo ammetterlo, era buona, tant’è che almeno in parte è stata ripresa (la valigetta, alcuni personaggi, l’ambientazione londinese..). In pratica si trattava di un discreto soggetto che divenne una tremenda sceneggiatura. Oltre ai difetti già citati, la sceneggiatura aveva proprio dei problemi in alcuni snodi narrativi.

Spieghiamoci meglio. Quando si scrive una storia, come autori si ha sempre abbastanza chiaro in mente come andranno le cose: la vicenda inizia così, in mezzo succedono queste due o tre cose e finisce così. L’autore ne sa di più che i personaggi. E’ una sorta di Master dei Giochi di Ruolo. Il problema è che NON si può assolutamente rendere un personaggio consapevole e cosciente di qualcosa senzsa spiegare al lettore quella cosa e senza spiegargli come fa il personaggio a saperla.

E’ chiaro? Un esempio più concreto? Bene in Ruby Soho succedeva questo: l’Anonimo commissiona i lavori al Trio con una telefonata sempre alla stessa cabina telefonica. Benissimo! Ma se queste cose al lettore non le spiego, lui vedrà solo tre pazzi che alzano una cornetta qualunque, di una cabina qualunque di Londra (e non è che a Londra ce ne siano poche) trovando per caso (che culo eh?) dall’altro capo il loro committente….. Capite anche voi che sta poco in piedi…

In realtà le figura stessa dell’Anonimo era problematica. Non era inizialmente prevista e fu aggiunta durante la stesura della sceneggiatura per risolvere alcuni punti oscuri.. finendo per oscurarli ancora di più.

Comunque. Al di là di tutto questo, parte di Ruby Soho è sopravvissuta, è stata rimaneggiata e riadattata alla nostra sensibilità, che è sempre poca, ma nel frattempo è leggermente mutata. Ovviamente come Ruby Soho sia mutato lo scoprirete più avanti seguendo la lavorazione e i futuri backstage.

Per il momento vi salutiamo con le foto dei tre protagonisti della storia: Cappello, Frankie Due Scarpe e il Regista.. chi siano in dettaglio lo scoprirete nei prossimi giorni…

Sul nostro Flickr, a breve, saranno pubblicate le foto di prova del Trio fatte per Ruby Soho 2001.

Cappello

Frankie Due Scarpe

Il Regista

17
Mar
08

Ruby Soho 2001

Come avevamo spiegato in post precedenti, la nascita (o fondazione?) della Pig Productions coincide con la nascita di Ruby Soho, quanto meno nella versione originaria: Ruby Soho 2001.

Ruby Soho era una vicenda con una trama molto complessa e “arzigogolata”; la versione 2008 è mooolto semplificata. Alcuni dei personaggi erano molto più “profondi”, il loro background era meglio caratterizzato.

La vecchia trama non è stata mantenuta per due motivi: per prima cosa trasformare in fumetto (come inzialmente pensavamo) o in fotoromanzo quella che era ancora solo una sceneggiatura, avrebbe significato dare alle stampe un volume di circa 200 pagine….. costoso sia per chi lo fa, sia per chi eventualmente lo vuole comprare, ma soprattutto laborioso e complicato da realizzare.

Il secondo motivo, che poi fu la molla che ci spinse a riscrivere buona parte della vicenda, è che la trama originale di Ruby aveva sì degli spunti interessanti (con non poca presunzione direi che alcuni erano geniali), ma era debitrice dell’elevato tasso alcolico che mantenevamo durante le sedute di lavorazione… Parafrasando il Drugo potremmo dire che mantenevamo un rigido regime di alcool (e non solo) per affrontare la fase creativa…

Le conseguenze furono che l’entusiasmo salì talmente alle stelle da non farci assolutamente vedere alcune sviste clamorose.

Per fortuna dopo più di sei anni abbiamo visto quelle sviste (perdonate il bisticcio) e corretto il tiro.. e così è nata la sceneggiatura di Ruby Soho 2008.

 

Per andare un po’ più al sodo (sennnò nun se capisce de che sto a parlà), vi propongo qui di seguito la sceneggiatura definitiva di Ruby Soho 2001…

Buon divertimento…. Aspettiamo le mazzate….

 

SCENA 1

Anno 2424 a.C.

La questione preliminare è che tutte le conoscenze che la cultura occidentale-cristiana ha su Dio, Diavolo, redenzione, dannazione, etc. sono fondamentalmente errate.

Il Diavolo, dall’alto della sua malvagità e perversione, decide di investire un povero mortale qualunque del segreto sulla propria vera natura; la conoscenza di questo segreto comporta l’immortalità, che apparentemente parrebbe un grande dono, ma in realtà altro non è che la dannazione eterna sulla terra. Il poveretto in questione, che chiameremo “Lui” d’ora in avanti, si ritrova così dannato per sempre sulla terra e, nel caso decidesse di liberarsi di segreto e immortalità passandoli a un altro individuo, si ritroverebbe, al momento del trapasso, dannato per l’eternità anche all’inferno.

Lui perciò decide di accettare il dono, e non essendo uno stinco di santo, attraversa i secoli commettendo diverse efferatezze, in parte per difendere la sua nuova “natura”, in parte per puro diletto.

 

SCENA 2 – VAJONT

Nell’anno 0 (secondo la datazione occidentale-cristiana), arriva sulla terra un messia, noto come Cristo. Costui è in realtà il figlio del Diavolo ed è decisamente adirato col padre, che ha investito di un dono tanto grande un uomo qualunque, e con Lui, che con questo dono potrebbe essere il padrone del mondo intero, ma è del tutto disinteressato a ciò. Cristo vorrebbe sostituirsi a Lui e dominare il mondo, e per questo si spaccia per messia di una nuova religione e cerca di diffondere il segreto tra i suoi adepti.

Lui si rende conto di tutto questo e riesce a sosituirsi dapprima a Giuda, uno dei discepoli di Cristo, così da farlo arrestare, e poi a Longino, un centurione romano, così da infliggergli la quinta stigmate. Cristo si rende conto in croce di avere fallito il suo piano e lascia ai suoi discepoli una coppa, nota come Santo Graal, unico mezzo per ottenere l’immortalità, toglierla a Lui, venire a conoscenza del segreto, e dominare così il mondo.

 

SCENA 3 (INTERMEZZO STORICO)

Lui è uscito indenne dallo scontro con Cristo e si dilegua in giro per il mondo, continuando a passare da un’identità all’altra.

Il Graal compie gli spostamenti più o meno accertati dalla tradizione, tra cui: Giuseppe d’Arimatea, la Setta degli Assassini, i Cavalieri Templari, altri da definire, e le comunità ebraiche in europa centro-orientale.

A cavallo della Seconda Guerra Mondiale finisce nelle mani di un ebreo ultimo Gran Maestro Templare. Il figlio di costui, ventenne ambizioso e allontanatosi dalla cultura ebraica, vuole impossessarsi della coppa e dominare il mondo, così “vende” il padre a Hiltler, notoriamente alla ricerca del Graal per dominare il mondo, per salvarsi dai campi di concentramento dando al dittatore tedesco delle informazioni sbagliate sull’ubicazione della coppa.

Resta così unico depositario di questo potere; lascia la coppa custodita a Torino (definire dove di preciso), poiché la coppa ha potere soltanto in seguito a un complicato rito che prevede il sangue di Lui come catalizzatore di forze oscure.

 

SCENA 4

Vienna, 1946.

L’Ebreo decide di attirare Lui a Vienna/Praga, città in cui vive e gestisce i suoi traffici illeciti, approfittando del fatto che ha avuto in passato una relazione con Petra Buchholzer, donna bellissima e pericolosa, che ora lavora per l’Ebreo. Viene organizzato l’incontro nella piazza dello Stephansdom, Lui fiuta la trappola e uccide Petra; dopodichè si infila in chiesa mescolandosi tra la folla e sfuggendo all’Ebreo.

 

SCENA 5

Londra, 2001 (città da definire, anche per il titolo)

In città arriva un certo Mr. Banga, indiano che tratta pietre preziose, con una valigia piena di rubini da smerciare. È in possesso di un biglietto da visita di un misterioso Ebreo (quell’ebreo) su cui c’è solo un candelabro ebraico e la scritta “The Jew”.

L’Ebreo (che ora ha 75 anni) nel frattempo è diventato il rabbino capo della communità ebraica della città, ma dietro questa facciata gestisce traffici illeciti di armi, droga, pietre preziose, etc… Nel frattempo aspetta il faccia a faccia definitivo con Lui.

 

SCENA 6 (INTERMEZZO)

L’Ebreo incontra il Mr. Banga e gli indica, come possibile compratore dei rubini, un boss locale di nome Tony Tijuana. Organizza pertanto un incontro tra l’indiano e il messicano.

 

SCENA 7

Viene organizzato un incontro tra il Mr. Banga, l’Ebreo e un “picciotto” di Tijuana. Mentre è in corso questo incontro un gatto nell’ufficio dell’Ebreo schiaccia un tasto, che sposta il doppio fondo della cassaforte dell’Ebreo. Così si sposta in primo piano la valigetta che contiene i documenti sulla vera ubicazione del Graal, anziché un’altra valigetta con banali documenti sui traffici dell’Ebreo.

Prima che la transazione inizi però arrivano sul posto dei killer con il compito di uccidere l’Ebreo e di impossessarsi dei documenti riguardanti i suoi traffici.

I killer in questione sono noti nel mondo della malavita come “il Trio”, tre sicari che lavorano per il miglior offerente: il Regista, Cappello e Frankie due Scarpe.

Il Trio ha ricevuto l’incarico da un misterioso boss rivale di Tijuana, deciso a eliminare tutti i suoi concorrenti e a imporsi come unico boss sulla piazza (il suo nome è noto ai personagi della storia, ma per il lettore resta l’Anonimo). [L’Anonimo commissiona sempre i lavori al Trio attrraverso una cabina telefonica in una strada, che fa suonare ad un’ora precisa già stabilita.]

A causa dello sbaglio provocato dal gatto, però, il Trio, inconsapevolmente, si ritrova con la valigetta coi documenti del Graal, ma ha ricevuto dall’Anonimo l’ordine di consegnargli la valigetta solo di lì a qualche settimana, e nel frattempo sparire dalla circolazione.

 

SCENA 8

Pochi secondi dopo l’esecuzione del Trio arriva sul posto anche Lui. Lui ricompare in scena perché ha scoperto dove si trova l’Ebreo e vuole ucciderlo e distruggere le carte che riguardano il Graal.

Giunto sul posto trova l’Ebreo e gli altri due (Banga e il picciotto) morti e  la valigetta sbagliata.

Deve perciò trovare chi ha ucciso l’Ebreo perché è anche in possesso della valigetta e quindi potenzialmente pericoloso per sé. Decide perciò di infiltrarsi nel mondo della malavita organizzata per ottenere queste informazioni.

Si presenta così a Tony Tijuana nelle vesti di un Novellino qualunque (così sarà chiamato da Tony e i suoi); Tijuana lo affida ai suoi uomini migliori: Larry e Jimmy, un americano e un italiano (vedi altrove descrizione).

 

SCENA 9

Il Novellino entra in confidenza con Larry e Jimmy e scopre che l’Ebreo è stato ucciso dal Trio per conto di questo fantomatico Anonimo. Deve perciò trovare Trio e Anonimo perché uno dei due o entrambi sono in possesso della valigetta coi documenti del Graal.

(In questo punto vanno inseriti i racconti di Larry e Jimmy riguardo Lui, immaginati da loro in modo diverso da come sono realmente andati; Lui persente a questi racconti sotto l’identità di Novellino, ma il lettore non lo sa, ricorda invece come sono realmente andate le cose.)

 

SCENA 10

L’Anonimo commissiona al Trio l’uccisione di Tony Tijuana, perché vuole rimanere l’unico boss sulla piazza. La commissione del lavoro avviene attraverso la solita cabina telefonica (trovare la strada precisa nella città). L’omocidio è da compiere di lì a qualche giorno.

 

SCENA 11 (PARALLELA ALLA 12)

Lui si ritrova per caso a passare davanti alla cabina telefonica del Trio e dell’Anonimo proprio nel momento in cui suona il telefono. L’Anonimo dovrebbe commissionare un altro lavoro al Trio (prima dell’esecuzione del precedente), un lavoro poco importante, l’uccisione di un tizio in un bar e del barista. Questo lavoro però è preso da Lui senza che l’Anonimo se ne accorga (qui c’è la telefonata negli appunti). Al termine del lavoro (vedi appunti) Lui fa esplodere l’appartameto dell’Anonimo.

 

SCENA 12 (PARALLELA ALLA 11)

Il Trio dovrebbe raggiungere la cabina telefonica per prendere il lavoro dall’Anonimo, ma resta imbottigliato nel traffico (vedi scena comica del passaggio di animali) e non riesce a raggiungere la cabina. Il lavoro viene preso da Lui, mentre il Trio, giunto in ritardo alla cabina, non si preoccupa di contattare l’Anonimo perché questi sono gli accordi.

 

SCENA 13

Il Trio si organizza per l’uccisione di Tony Tijuana, e decide di andare a beccarlo nel suo covo, il retro di un negozio di alimentari. Qui trova Tijuana, Larry, Jimmy e il Novellino.

Arriva sul posto, giustizia i quattro, ma all’improvviso il Novellino si rialza e il lettore scopre che si tratta di Lui. Lui giustizia il Trio e recupera la valigetta coi documenti del Graal.

La valigetta era sempre stata nel bagagliaio del Trio, ma nell’ingorgo, per un tamponamento, il bagagliaio si rompe, così il Trio si porta dietro la valigetta quando va a uccidere Tijuana.

 

SCENA 14

Lui dopo avere ucciso tutti e recuperato la valigetta entra in Chiesa e dopo essersi inginocchiato davanti all’Altare Maggiore pronuncia le parole “Sia fatta la Tua Volontà”.

In mezzo a questa scena si vede la bocca (o gli occhi) dell’Anonimo che ride mentre si accende un sigaro.

 

THE END

16
Mar
08

riprendiamo le fila…

… della storia della Pig là dove eravamo rimasti: la collaborazione Pig Productions – Kurtz…

O meglio la fine della collaborazione.

Dopo quattro puntate della “Baia dei Porci” fu realizzata una tavola a pagina intera con l’anticipazione/trailer di Ruby Soho, nella speranza di una successiva pubblicazione di tutto il progetto.

Purtroppo questo non è accaduto, ed è anche per questo che abbiamo (è Stefano che parla) deciso di fare tutto da soli…:-))) Sapete come si dice, no? Chi fa da sè fa per tre.

Quella che pubblichiamo qui sotto è un’idea veramente grezza di quello che sarà Ruby Soho, anche perchè è stata realizzata in una sera, perciò… non fatevi idee sbagliate…:-))

Per ragioni di spazio quella qui sotto è solo una miniatura, potete vedere la tavola in formato originale sul nostro link di Flickr qui a fianco.

Ciau!

12
Mar
08

Pig Productions and Kurtz

Dopo la trasferta francese torniamo a parlare della Pig e della sua storia.

Tra il 2006 e il 2007 la Pig Productions ha collaborato con Kurtz, periodico culturale indipendente e underground, per il quale ha curato lo spazio “La Baia dei Porci”.

La “Baia dei Porci” era una striscia che correva lungo la parte bassa (o alta) delle pagine di Kurtz presentando i primi tentativi di “fotoromanzo”. Parliamo di tentativi perchè, vuoi per tempistiche (perenne ritardo), vuoi per la gratuità dell’opera offerta..:-) si trattava di un collage di testo e immagini “rubate” alla rete (Dio benedica internet).

Uscirono 4 storie:

- Renato, Renato, Renato. così carino così educato

- That Fuckin’ Bloody Sunday

- Alienz – Return to Home

- Ruby Soho – Il Trailer

A causa delle dimensioni delle tavole vi riportiamo qui solo le miniature delle quattro tavole con cui iniziavano le storie…

Per vederle tutte potete semplicemente cliccare sul link alla nostra pagina di Flickr, nella colonna qui a fianco.

A proposito: in queste tavole troverete un indirzzo email sbagliato, nel senso che non è più utilizzato.

Se volete scrivere alla Pig, l’indirizzo giusto è pigproductions@hotmail.it

A presto,

P.P.


11
Mar
08

Pig Productions goes to Marseille

Facciamo una pausa nel raccontarvi la storia della Pig Productions e di come sia nato “Ruby Soho”, per rendervi il resoconto della trasferta a Marsiglia di Cappello e il Regista, impegnati in un dei loro “lavoretti”, senza purtroppoil fido Frankie…
La parola al Regista

<<Ore 6.00, suona la sveglia e già sto maledicendo il momento in cui ho accettato questo lavoro.. “E’ un lavoretto da nulla ragazzi.. e la paga è buona..”, aveva detto Tony Tijuana.
“Senza Frankie non ci muoviamo lo sai”. “Vi pago la stessa cifra e dividete in due, che ne dici?”
“Affare fatto!”
Lavoriamo in tre.. di solito… ma no siamo fessi.
D’altronde Frankie era impegnato con una pupa rimorchiata chissà dove.. un motivo più che valido per prendersi qualche giorno di vacanza. E poi effettivamente potevamo cavarcela anche in due per il tipo di lavoro che avevamo da fare: il primo giorno contattare il nostro uomo a Marsiglia, che ci avrebbe fatto incontrare l’obiettivo a Aix; il secondo giorno per studiare la logistica e i dettagli; il terzo per colpire.
L’unico problema sarebbe stato un viaggio di cinque ore ascoltando opera lirica in auto…

Dopo oltre 5 ore di viaggio e di “Ridi pagliaccio” in loop arriviamo a Marsiglia, prendendo possesso della stamberga che i nostri contatti francesi ci hanno messo a disposizione. Alle 16.30, puntuali come dei fottuti killer svizzeri siamo a Aix e
prendiamo contatto con Dominique Guz, detto “Il Marsigliese”. Guz è un tipo sveglio, anche se pettinato in maniera ridicola, e ci indica subito il nostro doppio obiettivo: Claude Milanaux e Claire Petit, due killer alla soglia della pensione, ma che, spacciandosi per docenti universitari (una valida copertura bisogna ammetterlo), sono la coppia di sicari più temuta del sud della Francia. Troppo pericolosi: vanno eliminati.

La sera, in un pessimo ristorante corso, Dominique ci svela particolari dell’operazione che Tijuana si era ben guardato dal rivelarmi.. lo stronzo…


Dobbiamo avvicinare Claude e Claire spacciandoci per intellettuali interessati al loro lavoro.. in pratica dobbiamo flirtare con loro… andare a pranzo a cena con loro il giorno successivo e aspettare soltanto il terzo giorno per eliminarli..
Insomma, dobbiamo prenderla alla lontana.. se ci fosse Frankie con noi avrebbe già piazzato del fottuto C4 sotto le loro auto e addio Milanaux e Petit!

Il secondo giorno pertanto procede proprio come Guz aveva annunciato: ci spacciamo per esperti (…) e flirtiamo un po’ con tutti… Beh l’idea di Guz non è tanto male viste le pollastrelle che gravitano intorno a Claude e Claire…
Tra bevute, mangiate e discorsi di cui sinceramente capisco poco e ora ricordo ancora meno, ci caliamo nei nostri ruoli alla perfezione.. Ancora adesso a Marsiglia e ad Aix ricordano con piacere quei due strani tizi molto colti, preparati e simpatici, sebbene con l’aria di essere tutto tranne intellettuali…

Finalmente il terzo giorno possiamo passare alla fase operativa del piano. Passiamo la giornata tra le vie di Marsiglia, studiando gli angoli migliori, le eventuali vie di fuga e preparandoci per la serata: colpiremo dopo cena.

Alle 18.00 ci trasferiamo ad Aix e prendiamo nuovamente contatto con Dominque.. ed è qui che qualcosa va storto..
Guz non risponde.. poi risponde dicendo che non può raggiungerci… cazzo! così salta la copertura…
E a quel punto capiamo tutto… Guz fa il doppio gioco… è lui l’obiettivo..
A cena la conferma.. Claire ci racconta la verità: Guz era uno dei migliori uomini di Tijuana a Marsiglia, ma catturato dagli uomini di Avi (per sapere chi sia Avi dovete aspettare l’uscita di Ruby Soho ndr) decise di cambiare bandiera… ora si è messo in proprio, ma resta un pericoloso nemico per Tony T.
Ci fiondiamo in auto e corriamo a Marsiglia. Guz ci aspetta sotto casa.
Ci accoglie con un sorriso a 32 denti… ha la menzogna scritta in faccia..
Non fa in tempo a finire la frase: “Com’è andata ragazzi? Tutto b..”
Il colpo di Cappello gli toglie il sorriso dalle labbra.

Carichiamo il corpo nel bagagliaio e ce ne andiamo a dormire.
Ci aspettano altre 5 ore di viaggio per tornare a casa. E’ sempre bene essere riposati prima di mettersi alla guida>>.

E dopo il resoconto del Regista, vi lasciamo con due notazioni più “serie”.

Se volete leggere come sono andate veramente le cose, potete farlo sul blog di Simone “Confine di Stato”.

Su Flickr potete inoltre vedere le prime foto scattate in quei giorni.. a breve arriveranno le altre foto e alcuni piccoli video su Youtube.. Abbiate solo pazienza ancora qualche giorno..

A presto,

Pig Productions.

03
Mar
08

Un altro po’ di storia

La Pig Productions si rivelò fin da subito equilibrata nelle capacità e assolutamente anti-democratica nel lavoro.

Equilibrata nelle capacità e competenza che sono ancora oggi ben divise nei tre componenti: Simone, oggi scrittore sulla strada del successo (è l’autore di “Confine di Stato” ed. Marsilio), aveva già anni fa lo spunto del narratore di razza ed era anche un discreto disegnatore (lui si sarebbe dovuto occupare dei disegni di Ruby Soho); Fabio era ed è tuttora un grande grafico, ora ovviamente lo è ancora di più di allora, anche lui appassionato di fumetti e di fotografia (dei tre il meno portato alla narrativa ma il più dotato di “occhio”); Stefano infine era allora solo uno studente appassionato di cinema, letteratura, musica e fumetti, mentre oggi è semplicemente un giornalista, è il meno “artistico” dei tre, sebbene abbia un minimo di conoscenze di base un po’ in tutto, ma è di fatto colui che ha scritto la sceneggiatura di ruby soho versione 2001 e versione 2008…

Questo per quanto riguarda la parte di equilibrio.

Nella pratica però la Pig non ha mai funzionato come una democrazia… e forse questo è il suo bene..

Si tratta più correttamente di una “dittatura alternata”; cioè a periodi alterni, a seconda del progetto che si sta portando avanti, uno dei tre componenti della Pig prende le redini e coordina, controlla, a volte comanda, il lavoro suo e degli altri due soci.

A distanza di sette anni possiamo dire: “meno male che è così!!!”