Come avevamo spiegato in post precedenti, la nascita (o fondazione?) della Pig Productions coincide con la nascita di Ruby Soho, quanto meno nella versione originaria: Ruby Soho 2001.
Ruby Soho era una vicenda con una trama molto complessa e “arzigogolata”; la versione 2008 è mooolto semplificata. Alcuni dei personaggi erano molto più “profondi”, il loro background era meglio caratterizzato.
La vecchia trama non è stata mantenuta per due motivi: per prima cosa trasformare in fumetto (come inzialmente pensavamo) o in fotoromanzo quella che era ancora solo una sceneggiatura, avrebbe significato dare alle stampe un volume di circa 200 pagine….. costoso sia per chi lo fa, sia per chi eventualmente lo vuole comprare, ma soprattutto laborioso e complicato da realizzare.
Il secondo motivo, che poi fu la molla che ci spinse a riscrivere buona parte della vicenda, è che la trama originale di Ruby aveva sì degli spunti interessanti (con non poca presunzione direi che alcuni erano geniali), ma era debitrice dell’elevato tasso alcolico che mantenevamo durante le sedute di lavorazione… Parafrasando il Drugo potremmo dire che mantenevamo un rigido regime di alcool (e non solo) per affrontare la fase creativa…
Le conseguenze furono che l’entusiasmo salì talmente alle stelle da non farci assolutamente vedere alcune sviste clamorose.
Per fortuna dopo più di sei anni abbiamo visto quelle sviste (perdonate il bisticcio) e corretto il tiro.. e così è nata la sceneggiatura di Ruby Soho 2008.
Per andare un po’ più al sodo (sennnò nun se capisce de che sto a parlà), vi propongo qui di seguito la sceneggiatura definitiva di Ruby Soho 2001…
Buon divertimento…. Aspettiamo le mazzate….
SCENA 1
Anno 2424 a.C.
La questione preliminare è che tutte le conoscenze che la cultura occidentale-cristiana ha su Dio, Diavolo, redenzione, dannazione, etc. sono fondamentalmente errate.
Il Diavolo, dall’alto della sua malvagità e perversione, decide di investire un povero mortale qualunque del segreto sulla propria vera natura; la conoscenza di questo segreto comporta l’immortalità, che apparentemente parrebbe un grande dono, ma in realtà altro non è che la dannazione eterna sulla terra. Il poveretto in questione, che chiameremo “Lui” d’ora in avanti, si ritrova così dannato per sempre sulla terra e, nel caso decidesse di liberarsi di segreto e immortalità passandoli a un altro individuo, si ritroverebbe, al momento del trapasso, dannato per l’eternità anche all’inferno.
Lui perciò decide di accettare il dono, e non essendo uno stinco di santo, attraversa i secoli commettendo diverse efferatezze, in parte per difendere la sua nuova “natura”, in parte per puro diletto.
SCENA 2 - VAJONT
Nell’anno 0 (secondo la datazione occidentale-cristiana), arriva sulla terra un messia, noto come Cristo. Costui è in realtà il figlio del Diavolo ed è decisamente adirato col padre, che ha investito di un dono tanto grande un uomo qualunque, e con Lui, che con questo dono potrebbe essere il padrone del mondo intero, ma è del tutto disinteressato a ciò. Cristo vorrebbe sostituirsi a Lui e dominare il mondo, e per questo si spaccia per messia di una nuova religione e cerca di diffondere il segreto tra i suoi adepti.
Lui si rende conto di tutto questo e riesce a sosituirsi dapprima a Giuda, uno dei discepoli di Cristo, così da farlo arrestare, e poi a Longino, un centurione romano, così da infliggergli la quinta stigmate. Cristo si rende conto in croce di avere fallito il suo piano e lascia ai suoi discepoli una coppa, nota come Santo Graal, unico mezzo per ottenere l’immortalità, toglierla a Lui, venire a conoscenza del segreto, e dominare così il mondo.
SCENA 3 (INTERMEZZO STORICO)
Lui è uscito indenne dallo scontro con Cristo e si dilegua in giro per il mondo, continuando a passare da un’identità all’altra.
Il Graal compie gli spostamenti più o meno accertati dalla tradizione, tra cui: Giuseppe d’Arimatea, la Setta degli Assassini, i Cavalieri Templari, altri da definire, e le comunità ebraiche in europa centro-orientale.
A cavallo della Seconda Guerra Mondiale finisce nelle mani di un ebreo ultimo Gran Maestro Templare. Il figlio di costui, ventenne ambizioso e allontanatosi dalla cultura ebraica, vuole impossessarsi della coppa e dominare il mondo, così “vende” il padre a Hiltler, notoriamente alla ricerca del Graal per dominare il mondo, per salvarsi dai campi di concentramento dando al dittatore tedesco delle informazioni sbagliate sull’ubicazione della coppa.
Resta così unico depositario di questo potere; lascia la coppa custodita a Torino (definire dove di preciso), poiché la coppa ha potere soltanto in seguito a un complicato rito che prevede il sangue di Lui come catalizzatore di forze oscure.
SCENA 4
Vienna, 1946.
L’Ebreo decide di attirare Lui a Vienna/Praga, città in cui vive e gestisce i suoi traffici illeciti, approfittando del fatto che ha avuto in passato una relazione con Petra Buchholzer, donna bellissima e pericolosa, che ora lavora per l’Ebreo. Viene organizzato l’incontro nella piazza dello Stephansdom, Lui fiuta la trappola e uccide Petra; dopodichè si infila in chiesa mescolandosi tra la folla e sfuggendo all’Ebreo.
SCENA 5
Londra, 2001 (città da definire, anche per il titolo)
In città arriva un certo Mr. Banga, indiano che tratta pietre preziose, con una valigia piena di rubini da smerciare. È in possesso di un biglietto da visita di un misterioso Ebreo (quell’ebreo) su cui c’è solo un candelabro ebraico e la scritta “The Jew”.
L’Ebreo (che ora ha 75 anni) nel frattempo è diventato il rabbino capo della communità ebraica della città, ma dietro questa facciata gestisce traffici illeciti di armi, droga, pietre preziose, etc… Nel frattempo aspetta il faccia a faccia definitivo con Lui.
SCENA 6 (INTERMEZZO)
L’Ebreo incontra il Mr. Banga e gli indica, come possibile compratore dei rubini, un boss locale di nome Tony Tijuana. Organizza pertanto un incontro tra l’indiano e il messicano.
SCENA 7
Viene organizzato un incontro tra il Mr. Banga, l’Ebreo e un “picciotto” di Tijuana. Mentre è in corso questo incontro un gatto nell’ufficio dell’Ebreo schiaccia un tasto, che sposta il doppio fondo della cassaforte dell’Ebreo. Così si sposta in primo piano la valigetta che contiene i documenti sulla vera ubicazione del Graal, anziché un’altra valigetta con banali documenti sui traffici dell’Ebreo.
Prima che la transazione inizi però arrivano sul posto dei killer con il compito di uccidere l’Ebreo e di impossessarsi dei documenti riguardanti i suoi traffici.
I killer in questione sono noti nel mondo della malavita come “il Trio”, tre sicari che lavorano per il miglior offerente: il Regista, Cappello e Frankie due Scarpe.
Il Trio ha ricevuto l’incarico da un misterioso boss rivale di Tijuana, deciso a eliminare tutti i suoi concorrenti e a imporsi come unico boss sulla piazza (il suo nome è noto ai personagi della storia, ma per il lettore resta l’Anonimo). [L’Anonimo commissiona sempre i lavori al Trio attrraverso una cabina telefonica in una strada, che fa suonare ad un’ora precisa già stabilita.]
A causa dello sbaglio provocato dal gatto, però, il Trio, inconsapevolmente, si ritrova con la valigetta coi documenti del Graal, ma ha ricevuto dall’Anonimo l’ordine di consegnargli la valigetta solo di lì a qualche settimana, e nel frattempo sparire dalla circolazione.
SCENA 8
Pochi secondi dopo l’esecuzione del Trio arriva sul posto anche Lui. Lui ricompare in scena perché ha scoperto dove si trova l’Ebreo e vuole ucciderlo e distruggere le carte che riguardano il Graal.
Giunto sul posto trova l’Ebreo e gli altri due (Banga e il picciotto) morti e la valigetta sbagliata.
Deve perciò trovare chi ha ucciso l’Ebreo perché è anche in possesso della valigetta e quindi potenzialmente pericoloso per sé. Decide perciò di infiltrarsi nel mondo della malavita organizzata per ottenere queste informazioni.
Si presenta così a Tony Tijuana nelle vesti di un Novellino qualunque (così sarà chiamato da Tony e i suoi); Tijuana lo affida ai suoi uomini migliori: Larry e Jimmy, un americano e un italiano (vedi altrove descrizione).
SCENA 9
Il Novellino entra in confidenza con Larry e Jimmy e scopre che l’Ebreo è stato ucciso dal Trio per conto di questo fantomatico Anonimo. Deve perciò trovare Trio e Anonimo perché uno dei due o entrambi sono in possesso della valigetta coi documenti del Graal.
(In questo punto vanno inseriti i racconti di Larry e Jimmy riguardo Lui, immaginati da loro in modo diverso da come sono realmente andati; Lui persente a questi racconti sotto l’identità di Novellino, ma il lettore non lo sa, ricorda invece come sono realmente andate le cose.)
SCENA 10
L’Anonimo commissiona al Trio l’uccisione di Tony Tijuana, perché vuole rimanere l’unico boss sulla piazza. La commissione del lavoro avviene attraverso la solita cabina telefonica (trovare la strada precisa nella città). L’omocidio è da compiere di lì a qualche giorno.
SCENA 11 (PARALLELA ALLA 12)
Lui si ritrova per caso a passare davanti alla cabina telefonica del Trio e dell’Anonimo proprio nel momento in cui suona il telefono. L’Anonimo dovrebbe commissionare un altro lavoro al Trio (prima dell’esecuzione del precedente), un lavoro poco importante, l’uccisione di un tizio in un bar e del barista. Questo lavoro però è preso da Lui senza che l’Anonimo se ne accorga (qui c’è la telefonata negli appunti). Al termine del lavoro (vedi appunti) Lui fa esplodere l’appartameto dell’Anonimo.
SCENA 12 (PARALLELA ALLA 11)
Il Trio dovrebbe raggiungere la cabina telefonica per prendere il lavoro dall’Anonimo, ma resta imbottigliato nel traffico (vedi scena comica del passaggio di animali) e non riesce a raggiungere la cabina. Il lavoro viene preso da Lui, mentre il Trio, giunto in ritardo alla cabina, non si preoccupa di contattare l’Anonimo perché questi sono gli accordi.
SCENA 13
Il Trio si organizza per l’uccisione di Tony Tijuana, e decide di andare a beccarlo nel suo covo, il retro di un negozio di alimentari. Qui trova Tijuana, Larry, Jimmy e il Novellino.
Arriva sul posto, giustizia i quattro, ma all’improvviso il Novellino si rialza e il lettore scopre che si tratta di Lui. Lui giustizia il Trio e recupera la valigetta coi documenti del Graal.
La valigetta era sempre stata nel bagagliaio del Trio, ma nell’ingorgo, per un tamponamento, il bagagliaio si rompe, così il Trio si porta dietro la valigetta quando va a uccidere Tijuana.
SCENA 14
Lui dopo avere ucciso tutti e recuperato la valigetta entra in Chiesa e dopo essersi inginocchiato davanti all’Altare Maggiore pronuncia le parole “Sia fatta la Tua Volontà”.
In mezzo a questa scena si vede la bocca (o gli occhi) dell’Anonimo che ride mentre si accende un sigaro.
THE END






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