03
Apr
08

Questo Ruby Soho come lo facciamo? Lo famo strano!

Pig Productions non è soltanto Ruby Soho. I progetti che sono stati ideati, e in parte realizzati in questi anni sono tanti e ve li presenteremo uno a uno tutti quanti nei prossimi post.

Per capire un po’ di più della Pig e soprattutto di Ruby Soho ci soffermiamo per un momento sl metodo di lavoro.

Ruby Soho non è propriamente un fumetto, ma è pensato come un fumetto. Tecnicamente è più simile a un fotoromanzo, ma sfugge dalla tipologia di fotoromanzo cui siamo abituati a pensare.

Innanzi tutto non è un fumetto perché nulla vi è di disegnato. Poiché tutte le tavole sono scatti fotografici, il risultato si avvicina molto di più a un fotoromanzo.

Ma le nostre foto sono fotografie che vengono in seguito “trattate” con programmi di fotoritocco (Photoshop per la precisione), acquisendo perciò una veste grafica fumettare.

La foto postata qui sotto può rendere un’idea.

L’argomento, ovverosia la storia che viene raccontata in RS, di cui qualcosa si è detto nei post precedenti, è poi lontana anni luce dalle storie che raccontavano i fotoromanzi degli anni settanta e ottanta.

E quindi la domanda rimane: fumetto o fotoromanzo?

La risposta che ci piace dare è che in fondo si tratti di un fotoromanzo, ma nelle nostre intenzioni vuole essere un nuovo modo di scrivere fotoromanzi nel ventunesimo secolo.

Oggi c’è una tecnologia che permette di dare pià spazio alla grafica, che nei fotoromanzi old style era praticamente azzerata, inserendo così punti vista propri del mondo dei fumetti.

I tempi di lavorazione sono sicuramente accorciati, rispetto a quelli che avrebbe un disegnatore.

Lo scatto fotografico, sebben poi alterato dal computer permette di ottenere una “veridicità” maggiore della tavola disegnata, per quanto disegnata bene: una faccia vera è comunque espressiva e trasmette un qualcosa in più di un volto disegnato.

Tutto questo senza nulla togliere ai grandi maestri del fumetto italiano e internazionale, ci mancherebbe. D’altronde è dalle loro opere che siamo partiti!

Infine l’ultimo aspetto è una sorta di sfida che lanciamo.

Ci piace l’idea di poter dimostrare che è possibile fare un buon fumetto senza saper disegnare, ma soprattutto che è possibile fare un fotoromanzo di alta qualità, senza necessariamente parlare di amore, tradimenti, sofferenze e tutto ciò che animava le storie di quei fotormanzi.

Insomma: non è detto che il fotormanzo non possa avere un altro pubblico, un pubblico che ami il noir, il pulp, Tarantino, Frank Miller, sangue, pistole fumanti, pupe e gangster e un po’ di comicità idiota che non fa mai male!


0 Risposte a “Questo Ruby Soho come lo facciamo? Lo famo strano!”


  1. Nessun Commento

Lascia una Risposta